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Il discorso inquietante

Il Discorso inquietante di Boris Johnson .
Veramente una frase choc del premier inglese, un modo di parlare offensivo che facciamo fatica ad intendere, sembra la farneticazione di uno sprovveduto invece è la parola reale esercitata da un uomo delle istituzioni che mette a rischio l' istituzione stessa. " Molte famiglie perderanno i loro cari" ha sentenziato con leggero candore e con quell" emotività che non fa stoffa del suo bagaglio culturale. Emotivita che è venuta a mancare da subito perché altrimenti la frase , diciamo più accettabile, sarebbe stata questa : " Molti di noi perderanno i nostri cari" , prima persona plurale, per far intendere al " gregge" che ci siamo dentro tutti, tutti, ma proprio tutti compresi me Boris Johnson e la mia famiglia. Seconda frase nichilista e raggelante " Non faremo nulla" . Ce lo vediamo quel gregge davanti al proprio pastore che simula con un cenno del capo un assenso, come se tutto fosse opera altrui. " Il gregge" , il gregge infatti in genere non si comporta in modo statuario e assertivo?
Un grande statista, non c'è che dire. Un preveggente che auspica una selezione naturale e la sua Gran Bretagna in piedi da sola con il sorriso vitreo verso chi vive di un edonismo impareggiabile.Scusate ma la prima domanda che ci siamo posti sorseggiando le sue elucubrazioni è stata questa " Ma da dove è uscito fuori il pastore di tale gregge?" Chi lo ha confermato in una carica dello stato così alta e significativa? A che livello collochiamo nella barretta della educazione emotiva il Sognor Boris Johnson?
Sembra che manchi nella Sua persona ( mettiamo il Sua maiuscolo) una fetta di quella che usualmente viene definita educazione sentimentale; sanno questi Signori che significato ha la parola educazione sentimentale? Crediamo di no perché altrimenti quelle frasi non sarebbero state nemmeno enunciate, ma crediamo a maggior ragione nemmeno pensate. Pensiamola questa Gran Bretagna al di sopra di tutto! Uber alles! Sembra dire: " Diamo un colpetto finale ai vecchietti, alle persone fragili della nostra società, una selezione naturale che ben ci ricorda una guerra, adesso ben più vicina, tanto deprecata e denunciata ma ricorrente per modalità rappresentative. Sembra che il lupo perda il pelo ma non il vizio. Speriamo che il Buon popolo , soprattutto le donne di quella comunità possano dare segni di scatto d' orgoglio, di presa di coscienza solidale ; speriamo che dalle nuove generazioni si elevi un coro unanime solidale e di emancipazione verso anche i paesi che vivono questa tragedia e che si spendono quotidianamente per chi fa più fatica, per i più deboli. Non è forse questa la Democrazia con la D maiuscola?

Sonia Scarpante Presidente Associazione La cura di sé

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