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I nostri soldati

I nostri soldati - La cura di sé

La lettera di Antonella

Ciao Sonia sono Infermiera di Anestesia e Rianimazione a Mestre, qualche anno fa ho fatto il tuo corso. In questo momento così difficile duro che anche noi operatori siamo attoniti, ma lo show deve continuare, non abbiamo tempo ne modo di parlarci, di confrontarci, ma soprattutto di esprimere le nostre emozioni. Anche se si può pensare che noi siamo "abituati" alla sofferenza, alla morte, in realtà non é mai così!! Ed ora più che mai é diventata una zavorra che ci portiamo dietro senza la possibilità di scaricarla ed alla fine di tutto, non so come molti di noi operatori reagiranno, probabilmente qualcuno avrà una crisi difficile da superare..... Le emozioni sono tante, contrastanti, di rabbia contro il sistema che fa acqua da tutte le parti perché impreparato.... ma questo è comprensibile, il doversi adattare ogni giorno a direttive nuove, lo sconforto per dover intubare pazienti soprattutto di notte (perché le insufficienze respiratorie si aggravano) che sono perfettamente coscienti e lucidi con uno sguardo che ferisce come una lama che trafigge il cuore, la loro impossibilità di parlare con i famigliari anche se a volte se c è tempo lo facciamo via telefono, li rassicuriamo, ma forse  le nostre parole non saranno incisive. Riesco  a piangere a volte solo dentro, a volte anche fuori, ma non posso permettermelo perché hai il viso coperto e le lacrime non te le puoi asciugare, così tutto ingigantisce quello zavorra.....poi vai a casa distrutta ed anche lì non puoi esternare perché non vuoi far preoccupare i tuoi cari..... Quello che ho imparato a fare è urlare tutto quello che mi passa per la mente in macchina mentre vado a lavoro e mentre rientro a casa. Questo mi alleggerisce un po' e prego i miei angeli di sorreggermi e proteggermi, all Arcangelo Michele di darmi la sua spada per sconfiggere questo mostro invisibile ai nostri occhi, e che tutto finisca al più presto!! Ma c è anche il rovescio della medaglia, quello che stiamo vivendo servirà alle generazioni di cui fa parte mio figlio, che nulla è scontato, che la vita è preziosa e che tutto deve essere fatto per salvaguardarla, impareranno ad amare di più tutto l universo, che in questo momento sta "respirando" grazie al fermo di ogni attività. E gli adulti che mi auguro sappiano apprezzare questo silenzio forzato per lavorare su se stessi, per capire chi sono, quali sono le reali priorità, per essere più consapevoli del significato del nostro passaggio sulla terra.  

Scusa I miei eventuali errori di scrittura ma sto scrivendo di getto, e con questo ti saluto augurandoti buona vita!!  

Antonella Pettenò  

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